"Che cos'hanno gli inglesi da lagnarsi per le lagnanze dei Wallabies? Si lagnano più delle nostre lagnanze che di quello di cui noi effettivamente ci lagniamo."
(Da una lettera al direttore del Sydney Morning Herald).
domenica 19 febbraio 2012
Benetton - Munster 14-35
Evidente l'immaturità della compagine trevigiana, che becca tre mete in 25 minuti, per poi recuperare qualcosa e far vedere la sua forza, ed incassare la meta del bonus avversario a tempo quasi scaduto. Non ci sono scusanti. La superiorità delle squadre irlandesi nel Rabodirect Pro12 è netta: questione di struttura societaria e di sponsor, anche se due società londinesi hanno richiesto la disponibilità dell'intero staff e di alcuni giocatori del Benetton (Zatta, Munari, Smith, Goosen, tutta la mischia e qualcos'altro) per trasferire capacità tecniche e gestionali della realtà trevigiana oltremanica. Significherebbe la sparizione del club trevigiano dalla realtà locale, ma sarebbe anche un riconoscimento a chi ha esaltato i colori biancoverdi facendo le nozze con i fichi secchi, a dispetto di chi vorrebbe le franchigie perdenti e la nazionale vincente: un insulto alla capacità di chi intende il rugby come una disciplina seria, ripagato solo all'estero con garanzie di marketing e sponsor impensabili in Italia, alla corte dei miserabili romani (di origine parmense) che tutto vogliono all'infuori del bene del rugby. Tornando alla partita di ieri, il Munster, ha confermato di essere una realtà superiore a quella trevigiana, per uomini e mezzi. Non si possono gestire incontri del genere sapendo che ancora prima di entrare in campo hai già sul groppone una ventina di punti. Quello che fa il Benetton a livello europero, ripeto, è lo specchio della Nazionale: qualche performace valida, non supportata dalla continuità. La differenza tra le due realtà, però, è che mentre Treviso si è sempre impegnata seriamente con programmazione e competenza, la FIR ha sempre puntato sull'equivoco, sull'applicazione di norme invalidanti e sul pressapochismo e la misurazione a spanne delle competenze basilari che gestiscono il rugby in Italia: uno scempio cultural-sportivo che non ha uguali in tutto il resto del mondo ovale. Treviso si è costruito il rispetto di tutta l'Europa rugbistica con prestazioni di assoluto livello in casa e fuori, frutto di un serio lavoro iniziato molti anni fa comprendente pianificazione, strutturazione e gestione della realtà societaria che molti invidiano. Meschina, qualche tempo fa, è stata la decisione federale di comminare due settimane di squalifica a Franco Smith (allenatore appetito da alcune compagini straniere) affibbiando, inoltre, 250,00 euro di multa alla società trevigiana per aver inserito De Wall, Burton e Williams contemporaneamente, in contrasto con norme federali assurdamente inconcepibili. Tutti vorrebbero vedere se il Benetton, con qualche maggiorre possibilità di spesa, avrebbe la possibilità di puntare veramente in alto, sciolto da catene federali che con normative idiote tarpa le ali all'unica realtà plausbilie italiana. Invidia? Stupidità? Ignoranza? Forse un misto di tutto ciò, che rallenta la crescita del movimento, mettendo alla porta progetti ed ambizioni. Il suggerimento intelligente sarebbe quello di invitare la federazione a copiare un modello di efficienza, solidità e cultura rugbistica come quello di Treviso, ma l'arroganza, la supponenza e la presunzione non lasciano spazio ad alternative. Muoia Sansone con tutti i filistei! Ci hanno tolto anche la semplice possibilità di esultare per quei pochi risultati importanti che la palla ovale italiana ha ottenuto.
Franco
Franco
mercoledì 15 febbraio 2012
Sabato 4 marzo recuperano Francia e Irlanda
Così ha stabilito il comitato organizzatore del Sei Nazioni.
Sabato 4 marzo allo Stade de France si gioca Francia-Irlanda.
Sabato 4 marzo allo Stade de France si gioca Francia-Irlanda.
lunedì 13 febbraio 2012
Pensierino... del giorno
Vincere con modestia e perdere con leggerezza: questo è il marchio di un grande sportivo.
(Gareth Edwards - nazionale gallese)
(Gareth Edwards - nazionale gallese)
VI NAZIONI 2012 - ITALIA, SECONDO ROUND
L'occasione era unica ed irripetibile per battere un'Inghilterra mai così giù di corda, sia sul piano squisitamente atletico che su quello tecnico/tattico. Evidentemente l'Italietta rugbistica non ha ancora raggiunto quella maturità elementare che le permetterebbe di gestire al meglio certe situazioni, e la complicità del coach di turno, Brunel, è stata determinante. Occasioni del genere si ripresentano al ritmo dell'apparizione della cometa di Halley e non vanno fallite. Gestita malissimo la partita dalla direzione tecnica italiana, che forse non ha ancora capito che gli esperimenti non si fanno in questi frangenti, dove le sorti di un match vincente con ben nove punti di vantaggio a 20 minuti dal termine (circa) devono essere considerate con finalità esclusive di vittoria e non di sperimentazione. L'Italia ha bisogno di credito internazionale e solo di questo per il momento. Burton non andava assolutamente sostituito: stesso errore commesso contro la Francia.
Brunel si dovrà aggiornare un tantino sulla storia rugbistica italiana che non è quella della Francia e nemmeno quella del Perpignan.
Obiettivi, strategie ed esigenze diametralmente opposte.
Perchè Botes per Burton?
Perchè inserire un mediano di mischia naturale all'apertura, seppure con qualche apparizione in questo ruolo nel Benetton Treviso, al posto di un soggetto capace di gestire il campo egregiamente ("solo" due errori su calci a favore non andati in touche), con propensione ai calci tattici dietro la linea d'attacco avversaria e spiccata capacità di centrare l'acca con il drop? Evidentemente, Brunel non si è ancora reso conto che la coppia Botes-Burton, con il Benetton Treviso, è di gran lunga la più collaudata del panorama italiano, visto che giocando assieme ha saputo gestire, vincendole, partite con il risultato in bilico: ma non bisogna invertire i loro ruoli proprio perchè nello specifico gestiscono un settore cruciale del rugby ovvero la linea mediana. Ad ognuno il suo! Sconcertante l'ammissione dello stesso Brunel che "voleva vedere all'opera Botes all'apertura". Ripeto: l'Italia ha bisogno di risultati, non di esperimenti! Quest'ultimi facciamoli in partite con il risultato scontato (Francia, Nuova Zelanda, Australia, ecc. oppure nel tour estivo), ma non quando possiamo vincere clamorosamente in frangenti come quelli di sabato scorso.
A Brunel si chiede di saper cambiare in corsa il piano iniziale, cosa che non è riuscito a fare con l'Inghilterra, augurandogli di trarre insegnamento da questi spunti che, pur ribadendo la fiducia sulle sue capacità e sull'esperienza accumulata, forse devono ancora trasmettergli il concetto che, indipendentemente dalla qualità di giocatori e gioco, propensioni tecniche e tattiche e sostituzioni programmate a tavolino, l'Italia ha bisogno di approfittare di tutte le occasioni per vincere, perchè già sono scarse di per sè. Gli esperimenti lasciamoli per altre occasioni. Chi potrà dire che i due calci sbagliati da Botes (per carità, il campo era quello che era, ma Farrell non ha mai sbagliato!) non sarebbero entrati con Burton, decretando la vittoria italiana?
Franco
Brunel si dovrà aggiornare un tantino sulla storia rugbistica italiana che non è quella della Francia e nemmeno quella del Perpignan.
Obiettivi, strategie ed esigenze diametralmente opposte.
Perchè Botes per Burton?
Perchè inserire un mediano di mischia naturale all'apertura, seppure con qualche apparizione in questo ruolo nel Benetton Treviso, al posto di un soggetto capace di gestire il campo egregiamente ("solo" due errori su calci a favore non andati in touche), con propensione ai calci tattici dietro la linea d'attacco avversaria e spiccata capacità di centrare l'acca con il drop? Evidentemente, Brunel non si è ancora reso conto che la coppia Botes-Burton, con il Benetton Treviso, è di gran lunga la più collaudata del panorama italiano, visto che giocando assieme ha saputo gestire, vincendole, partite con il risultato in bilico: ma non bisogna invertire i loro ruoli proprio perchè nello specifico gestiscono un settore cruciale del rugby ovvero la linea mediana. Ad ognuno il suo! Sconcertante l'ammissione dello stesso Brunel che "voleva vedere all'opera Botes all'apertura". Ripeto: l'Italia ha bisogno di risultati, non di esperimenti! Quest'ultimi facciamoli in partite con il risultato scontato (Francia, Nuova Zelanda, Australia, ecc. oppure nel tour estivo), ma non quando possiamo vincere clamorosamente in frangenti come quelli di sabato scorso.
A Brunel si chiede di saper cambiare in corsa il piano iniziale, cosa che non è riuscito a fare con l'Inghilterra, augurandogli di trarre insegnamento da questi spunti che, pur ribadendo la fiducia sulle sue capacità e sull'esperienza accumulata, forse devono ancora trasmettergli il concetto che, indipendentemente dalla qualità di giocatori e gioco, propensioni tecniche e tattiche e sostituzioni programmate a tavolino, l'Italia ha bisogno di approfittare di tutte le occasioni per vincere, perchè già sono scarse di per sè. Gli esperimenti lasciamoli per altre occasioni. Chi potrà dire che i due calci sbagliati da Botes (per carità, il campo era quello che era, ma Farrell non ha mai sbagliato!) non sarebbero entrati con Burton, decretando la vittoria italiana?
Franco
Italia sprecona. Halfpenny mattatore
Due flash, anche fortuiti, dell'Italrugby illudono l'Olimpico sotto il fastidio della neve ma a conti fatti i furbacchioni inglesi hanno portato a casa i due punti: ovvero tutto ciò che contava.
Non era una bella Inghilterra e la cura Brunel evidentemente qualcosa l'ha evidenziato in più rispetto al grigiore di Parigi. Ma il black-out d'inizio rirpesa è stato decisivo e il piede di Farrell unito al guizzo di Hodgson, identico a quello della settimana precedente a Murrayfield, hanno invertito l'inerzia della partita. Se a tutto ciò aggiungiamo che gli azzurri hanno vanificato quattro calci (undici possibili punti) capiamo perché la parola "sprecona" si staglia benissimo per la squadra di Brunel.
Al Millennium invece, dopo un primo tempo di studio, è uscito alla distanza Leigh Halfpenny che con 19 punti personali ha stroncato la solita Scozia, volenterosa ma pasticciona e priva di fantasia.
Infine il gelo di Parigi: niente da fare per i protagonisti e partita rinviata a data da destinarsi. Eppure c'è chi dice che la neve è bella...
Sabato 11 febbraio
Stadio Olimpico
Italia 15 (m= Venditti, Benvenuti; t= Burton; p= Burton)
Inghilterra 19 (m= Hodgson; t= Farrell; p= Farrell 4)
Pt= 12-6
Arbitro= Garces (Francia)
Domenica 12 febbraio
Millennium Stadium
Galles 27 (m= Halfpenny 2, Cuthbert; t= Halfpenny 3; p= Halfpenny 2)
Scozia 13 (m= Laidlaw; t= Laidlaw; p= Laidlaw 2)
Pt= 3-3
Arbitro= Poite (Francia)
Non era una bella Inghilterra e la cura Brunel evidentemente qualcosa l'ha evidenziato in più rispetto al grigiore di Parigi. Ma il black-out d'inizio rirpesa è stato decisivo e il piede di Farrell unito al guizzo di Hodgson, identico a quello della settimana precedente a Murrayfield, hanno invertito l'inerzia della partita. Se a tutto ciò aggiungiamo che gli azzurri hanno vanificato quattro calci (undici possibili punti) capiamo perché la parola "sprecona" si staglia benissimo per la squadra di Brunel.
Al Millennium invece, dopo un primo tempo di studio, è uscito alla distanza Leigh Halfpenny che con 19 punti personali ha stroncato la solita Scozia, volenterosa ma pasticciona e priva di fantasia.
Infine il gelo di Parigi: niente da fare per i protagonisti e partita rinviata a data da destinarsi. Eppure c'è chi dice che la neve è bella...
Sabato 11 febbraio
Stadio Olimpico
Italia 15 (m= Venditti, Benvenuti; t= Burton; p= Burton)
Inghilterra 19 (m= Hodgson; t= Farrell; p= Farrell 4)
Pt= 12-6
Arbitro= Garces (Francia)
Domenica 12 febbraio
Millennium Stadium
Galles 27 (m= Halfpenny 2, Cuthbert; t= Halfpenny 3; p= Halfpenny 2)
Scozia 13 (m= Laidlaw; t= Laidlaw; p= Laidlaw 2)
Pt= 3-3
Arbitro= Poite (Francia)
venerdì 10 febbraio 2012
Trifoglio a Parigi per lo sgambetto
Sei Nazioni 2012
2^ giornata
domani, 11 febbraio
Italia-Inghilterra
Francia-Irlanda
domenica, 12 febbraio
Galles-Scozia
La partita di cartello di questa seconda giornata è sicuramente quella che domani pomeriggio allo Stade de France opporrà la scornata Irlanda ai transalpini. Negli ospiti rientra al centro Earls che in questa stagione ricopre il gravoso vuoto lasciato temporaneamente da un certo BOD. Favorita della partita è però la Francia del nuovo corso Saint-André.
In un Olimpico con rischio ghiaccio il sabato si aprirà con l'Italrugby opposta al XV della Rosa dell'interinale Stuart Lancaster mentre domenica chiuderà il programma un interessante Galles-Scozia: forza Cardo!!!
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